
Italsky
"Si è andata diffondendo l'opinione che i
sannyasin dovrebbero entrare nella società e partecipare alle
attività sociali e politiche. Trattasi, tuttavia, di un malinteso
palese. Un sannyasin non ha bisongno di diventare presidente o leader
di alcun movimento politico, dato che può fare tutto con le sue
vibrazioni mentali. Non ha bisogno di fare apparizioni pubbliche,
anche se taluni lo fanno... Coloro che hanno intrapreso il sentiero
della Conoscenza: gli jnani non costruivano costruito monasteri, non
hanno mai tenuto conferenze, non hanno pubblicato libri e non hanno
avuto discepoli, eppure, nonostante ciò, avevano un potere
incredibile sulla mente degli altri... Chi medita in una grotta
himalayana e lavora su se stesso per purificarsi, purifica anche il
mondo e lo aiuta con le sue vibrazioni spirituali. Nessuno può
impedire che i suoi pensieri puri si diffondano nel mondo arrivando a
coloro che ne hanno davvero bisogno." Sri
Swami Shivananda
Chi
è Swami Gyaneshwarpuri? Swami
Gyaneshwarpuri (nato il 7 maggio 1968) è un devoto discepolo indiano
di Sua Santità Vishvaguru Paramhans Swami Maheshvarananda, Maestro
di Yoga e Insegnante di Viaggio Spirituale, di cui è seguace dal
1996. Durante gli anni ha attraversato una tumultuosa trasformazione
spirituale, sfociata infine il 23 luglio 2021 all'età di
cinquantatré anni nella sua ordinazione - sannyāsa dīkṣā - a
monaco indù e yoga nell'ashram Mahaprabhudi di Střílky. Da lungo
tempo diventare uno Swami era il suo desiderio e obiettivo, e così
digiunò e si ritirò sulle montagne e nella foresta a meditare
finché il suo desiderio non fu letteralmente miracolosamente
soddisfatto dalla Grazia di Swami. Da allora, permane nel Santosha -
ovvero nell'appagamento, tutti i desideri mondani sono svaniti e
lui torna a Casa, in quella casa spirituale da cui tutti proveniamo.
Swami Gyaneshwarpuri conduce una vita solitaria e silenziosa da
eremita nelle grotte del Carso moravo. Ha avuto la fortuna di nascere
in prossimità di questo territorio sacro della Repubblica ceca, uno
spazio magico e mistico, in passato popolato da sciamani ed eremiti,
di cui ha deciso di seguire la tradizione. Non è un insegnante di
yoga e non predica l'induismo. Ha il diritto di godere del titolo
spirituale di swami (signore di se stesso) e di indossare le vesti
arancioni, la veste degli yogi e dei sadhu indiani. È così che ha
ricevuto questa suprema iniziazione a Swami. Il suo pensiero e il suo
orientamento interiore hanno carattere cosmopolita e vanno oltre
l'appartenenza religiosa, per questo motivo venera anche il
cristianesimo di Gesù, il buddismo, il taoismo e altre religioni del
mondo. È storicamente il primo monaco indù ordinato nella
Repubblica ceca. Scrive pubblicazioni specialistiche nel campo della
speleologia, della storia sacra e dell'archeologia e, non ultimo,
scrive del suo misticismo e della sua filosofia originali, poesie,
storie spirituali e fiabe dense di lezioni spirituali. Segue in tutto
e per tutto il Potere dell'Amore avanzando lungo il Sentiero della
Conoscenza (jnana yoga), come suggerito dal suo nome spirituale
Gyaneshwarpuri (gyana = jnana), che si traduce come "Colui che ha
conosciuto il Sé". È, quindi, interiormente uno jnani, cosa alla
quale corrisponde la sua filosofia di vita da eremita a prima vista
incomprensibile. È liberato dalla rinascita, ma non ha ancora
conseguito il più alto stato di coscienza del moksha, ovvero quando
l'"io" individuale diventa l'intero Universo. Tuttavia, ha la
sua guida interiore e la sua connessione con Dio, il Sé Divino.
Conseguire la conoscenza di Dio e raggiungere l'Illuminazione è il
suo più alto e unico Obiettivo in questa vita terrena, a cui dedica
la sua sadhana yoga spirituale, la meditazione in isolamento, il
mantra japu, la ripetizione del nome di Dio, le preghiere, le asana
yoga, il krija ecc., secondo il Sistema di yoga nella vita quotidiana
di Paramhans Swami Maheshvarananda. Attualmente, si sofferma spesso
in luoghi solitari e desolati delle montagne e delle foreste. Fin
dall'infanzia ha studiato autonomamente la Bibbia senza, però,
affermare mai di essere cristiano. Successivamente ha studiato la
Bhagavad Gita e altri scritti sacri dell'India. Ha anche letto
alcune scritture buddiste e taoiste. Ma ad attirarlo maggiormente è
stata la saggezza di Swami Shivananda di Rishikesh, Paramhansa
Yogananda, Raman Maharishi, Khan-Shan, Bhagvana Sri Dip Narayan
Mahaprabhuji e, naturalmente, di Paramhans Swami Maheshvarananda, in
cui, nelle grotte e negli eremi montani dove meditava, ha
riconosciuto l'essenza della propria contemplazione spirituale
della Verità. Venera l'ideale degli yogi himalayani indiani ma
anche quello di San Francesco d'Assisi. Non insegna yoga
pubblicamente e, da vero janin, uomo di conoscenza, non accetta
studenti di yoga né discepoli personali. L'eremita Gyaneshwarpuri
è soprattutto una persona su cui tacere, poiché unisce in sé
l'umiltà sconfinata della regola di San Francesco alla sconfinata
durezza di Sri Devpuridji contro i demoni dell'egoismo. Questo,
amici, è lo yoga himalayano nella Repubblica ceca. La
vita spirituale.
È nato
come Marek Šenkyřík in una famiglia di tradizione cristiana, dove,
risalendo indietro fin dove arriva la memoria, tutti andavano in
chiesa la domenica. In seno alla Chiesa cattolica, ha conseguito il
sacramento della maturità cristiana, la cresima, nel 1986. Il 23
luglio 2021 è stato ordinato monaco in seno all'induismo
diventando storicamente il primo Swami ordinato nella Repubblica
ceca. Vive da eremita nel Carso moravo dove medita in molte delle
grotte locali. Ha però meditato anche presso la sorgente del Gange e
a Rishikesh nell'Himalaya indiano, nella gola di Chey nei Carpazi
rumeni, sul Monte Subasio sopra Assisi, sulla Vecchia Montagna dei
Monti dei Giganti e nel Paradiso Slovacco, ancora alla ricerca di
quel posto dove poter stare da solo e meditare indisturbato. Ha
trascorso migliaia di giorni e notti meditando in solitudine nelle
grotte e negli eremi montani. Qualcosa, dunque, la sa per certo.
Questa è la sua qualifica. Vive e opera principalmente attraverso
l'Amore e la Conoscenza (bhakti e jnana). Il Potere dell'Amore -
questo è ciò in cui crede. È un eremita, non un insegnante
spirituale. Ha il cuore di Devpuridji. Maestro di Yoga Estremamente
Illuminato, dotato di poteri miracolosi, l'eremita Sri Devpuridji
visse a cavallo tra il XIX e il XX secolo prima sull'Himalaya, per
poi stabilirsi nel Rajasthan, nell'India centrale. Con la forza di
volontà, demolì l'ashram ed espulse i bhakta, suoi discepoli, e
mandò contro di loro i serpenti. La gente credeva che il santo fosse
impazzito. Ma i motivi delle sue azioni trascendevano la comprensione
umana. Da quel momento in poi parlò solo con coloro che avevano un
profondo e serio interesse per La Conoscenza. In questa kaliyuga,
preferì la società degli animali alla società degli uomini. Sulla
Via dello Yoga, considera se stesso un seguace di questo santo. Ha
scoperto di essere guidato da Dio fin dalla nascita. Il suo Dio è
Shiva, l'eterno Maestro di tutti gli yogi, asceti e persone che
pregano. È il Dio più compassionevole e amorevole dell'intero
pantheon indù. Il Bhakta che medita su Shiva raggiungerà
rapidamente la Liberazione finale (moksha). È quindi uno yogi e un
indù, sa con certezza di non essere di nascita cristiana, per quanto
vicino sia stato a Gesù fin dall'infanzia. In questa vita (e in
nessun'altra) non sarà mai monaco cristiano, dato che la maggior
parte di loro non osserva l'importante regola del vegetarianismo, a
suo parere una trasgressione molto grave della dottrina cattolica. È
abbastanza chiaro su questo argomento e, secondo la sua coscienza, è
vegetariano. Torna quindi a Casa in India. La sua incarnazione
attuale nella Repubblica ceca e in Europa è stata solo transitoria.
Evita la carne, e non consuma nemmeno alcol, tabacco e droghe. È un
loro oppositore. Ha realizzato che la Via spirituale è la
purificazione da tutte le cattive inclinazioni per raggiungere solo
qualità pure (sattviche). Per questo motivo ricerca la compagnia di
persone spirituali e sagge (satsang), ad esempio nel nostro ashram a
Střílky. Inoltre, mantiene il celibato monastico (brahmacharya) con
gioia e serenità e raccomanda che sia osservato da chiunque sia
preparato per un maggiore benessere, armonia e comprensione interiore
e contemplazione della scienza mistica dei santi (anubhava). Ha
trovato tutto ciò che aveva sempre cercato in una forma completa
come conoscenza concentrata nello Yoga nella vita quotidiana. È
senza dubbio uno degli insegnamenti più puri al mondo. Ciò non deve
stupire trattandosi dell'insegnamento di uno dei più grandi santi
viventi sulla Terra, i cui titoli spirituali annunciano che è
un'Anima pienamente Illuminata e Padrone dell'Universo. Questo
insegnamento dello yoga si adatta meglio alla sua conoscenza
interiore delle grotte di montagna. Pertanto, è un discepolo
devozionale (bhakta) di Swami. Vorrebbe tanto impartire questo
insegnamento, che libera da ogni sofferenza, ma finora lo fa solo in
modo meditativo, seguendo l'esempio dei Maestri dell'Himalaya,
non essendo la sua conoscenza, nonostante tutti gli sforzi profusi,
ancora sufficiente. Si considera ancora un principiante esperto nello
yoga interiore. Che, dunque, lo scusino tutti coloro che hanno gi§
iniziato a rivolgersi a lui. Vuole mantenere il Silenzio (mauna) e la
solitudine nella natura. Per questo motivo vivrà da solo nella
solitudine dell'eremo. È convinto, infatti, che in questo modo
acquisirà quei doni interiori che un giorno sarà in grado di
distribuire in pubblico. È questo che gli chiede Dio. Anche Gesù,
per lo stesso motivo, era nel deserto, andando da solo sulla montagna
per chiarire la sua situazione spirituale e la sua vocazione. È così
che, seguendo l'esempio degli antichi Maestri, anche lui vuole fare
romanticamente. Crede nel potere misterioso del nome di Dio, del suo
mantra, del Silenzio e della solitudine con Dio. Ma tutto dipende se
incontrerà comprensione degli ambientalisti e dei boscaioli. Finora,
ha riscontrato solitamente lo stesso malinteso. Chi lascia vivere un
eremita nel bosco? Chi gli offrirà una foresta con una sorgente di
acqua potabile? Un luogo dove possa costruirsi il suo piccolo eremo
in legno ed essere egli stesso osservato. Proprio come San Francesco
d'Assisi ricevette da un nobile, generoso donatore per la sua
preghiera e meditazione, il Monte della Verna abbandonato... Si
affida e crede in questo Principio dell'Universo. "Signore, Chi
dimorerà sulla tua santa montagna." (Salmo 15:1). È pura jnana:
probabilmente non vivrà in un ashram né in un monastero, ma da solo
in un eremo anonimo. Questo perché, purtroppo, nel nostro ashram di
Střilky, come ha potuto scoprire, non è possibile vivere una vita
eremitica puramente contemplativa.
